La funzione del bruciatore all’interno della stufa a pellet

 

La funzione del bruciatore all’interno della stufa a pellet

A cosa serve il braciere di una stufa a pellet e come consente un corretto funzionamento


Prima di tutto occorre sapere che i termini braciere, bruciatore e crogiuolo indicano sempre lo stesso componente di una stufa a pellet, ovvero lo spazio all’interno del quale avviene la combustione.

Esistono in circolazione stufe a pellet con bracieri in ghisa e stufe con bracieri in acciaio. Questo è dovuto alla flessibilità e reperibilità dei materiali e fa parte di una scelta affidata totalmente al costruttore.

Di solito si è portati a pensare che più un bruciatore di una stufa a pellet sia pesante più sia di qualità. In realtà il peso non è il solo indice di affidabilità. La distribuzione e il posizionamento dei suoi fori determinano il livello qualitativo di un bruciatore. Oltre poi al fatto che deve permettere la migliore doppia combustione per garantire i massimi rendimenti nel pieno rispetto dell’ambiente.

Tra i due modelli di braciere esistenti ci tocca dire che, secondo noi, è migliore quello in ghisa.

Le stufe a pellet ad aria ventilata con bruciatore in ghisa consentono di ottenere un’efficiente seconda combustione. Infatti, grazie alla maggiore massa termica del crogiuolo in ghisa abbinata alla “corona” di fori, appositamente studiati e posizionati sulla parte superiore dello stesso, si riesce ad ottenere una temperatura elevata della seconda aria comburente introdotta ad altezza fiamma, condizione indispensabile perché si verifichi la migliore “seconda combustione”. Solo in tal modo siamo certi di ottenere i massimi rendimenti di una combustione, dalle minime emissioni e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Che funzione svolge il bruciatore in una stufa?

Quando il pellet destinato a bruciare nel focolare viene introdotto nel bruciatore della stufa, nella fase iniziale, dell’aria comburente surriscaldata da una resistenza elettrica, permette l’innesco del processo di combustione.

Successivamente, il nuovo pellet con della nuova aria comburente assicura il proseguimento della combustione che viene completata dal verificarsi della “seconda combustione” nella parte alta del bruciatore.

I fori sul fondo dei bruciatori permettono l’ingresso del corretto volume di aria comburente primaria.

I bruciatori di qualità possiedono dei fori sui lati, come già anticipato prima, per permettere l’introduzione dell’aria secondaria ad altezza fiamma, che opportunamente preriscaldata permette di bruciare i gas incombusti già ad altezza fiamma ed ottenere la combustione migliore ottimizzando i rendimenti e riducendo al massimo l’impatto ambientale.

Molto spesso poi tra il bruciatore e il vetro di una stufa a pellet si trova il battifiamma che permette uno sviluppo verticale più ordinato ed armonico della fiamma, consente l’allontanamento stesso della fiamma dal vetro della stufa, agevolando una migliore vista del fuoco durante il suo tempo di funzionamento.

Tra i più frequenti casi di rottura di un bruciatore di una stufa a pellet ci sono i surriscaldamenti come esito di una non taratura di combustione, l’utilizzo di un combustibile non appropriato e/o non certificato e una non corretta manutenzione ordinaria e straordinaria.

Tutti i componenti di una stufa possono essere soggetti ad usura. Il bruciatore è tra i più esposti alle sollecitazioni termiche di una stufa. Un corretto utilizzo della stufa a pellet e la sua corretta manutenzione permettono la massima durata nel tempo del braciere.

Una corretta manutenzione ordinaria del bruciatore garantisce la massima efficienza (massimi rendimenti e minori consumi di pellet), aumentando in modo direttamente proporzionale la sua durata nel tempo.

La forma dei bruciatori delle stufe a pellet infine, è normalmente progettata e studiata per soddisfare sia la massima sia la minima potenza che gli stessi devono essere in grado di raggiungere e sia dalla tipologia di camera di combustione e di scambiatore che devono soddisfare.

Scritto da Gruppo San Marco
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