PERCHÉ È IMPORTANTE SCEGLIERE UN PELLET DI QUALITÀ

In seguito all'acquisto della tua stufa, termostufa o caldai a pellet vi sarete sicuramente chiesti: quale pellet scegliere? Ci siamo passati anche noi e sappiamo che all’inizio, senza un minimo di esperienza, ci si affida al consiglio di un amico o di un conoscente o al rivenditore di fiducia, con risultati a volte tragici a volte pessimi o a volte entusiasmanti. Per questo abbiamo deciso di donarvi una rapida guida alla scelta del miglior pellet di qualità, in parte ne abbiamo parlato anche in passato all’interno del nostro blog.

L’importanza che deriva da questa scelta è relativa alla manutenzione stessa della stufa a pellet, infatti l’acquisto di pellet alta qualità assicura la longevità della tua stufa e minimizza a zero la manutenzione ordinaria. 

In primis il pellet, qualunque esso sia, deve necessariamente essere certificato En Plus. Senza un logo che accerta questa certificazione sul sacchetto non si può aver certezza che i dati sulla qualità del pellet siano veritieri. Pertanto, non badate solo alle indicazioni testuali o ad altre specifiche tecniche indicate sulla confezione, ,a accertatevi dei loghi di certificazione. 

La differenza fra un pellet di buona qualità ed uno di cattiva qualità la si evince principalmente in 2 principali fattori:

  • quanto dura il sacchetto a parità di ore di accensione della stufa
  • quanta cenere lascia nella camera di combustione o cassetto raccogli cenere il pellet, una volta esaurito il sacchetto.

Considerate che un sacchetto di pellet pesa 15 kg. Usando un pellet certificato EN Plus A1 il residuo massimo di cenere consentito all'interno della stufa è uguale o minore dello 0,7%, (circa 0,1 kg, o meglio 100 grammi di cenere). Un pellet di qualità A2 può viaggiare su circa 220 grammi di residuo di cenere una volta finito il sacchetto. Soprattutto su stufe di piccole dimensioni tali differenze sono importanti anche perché ogni qualvolta si apre lo sportello della stufa per effettuare la pulizia tramite l’aspiracenere sarà inevitabile sporcare a terra.

La certificazione En Plus è fondamentale per questo vi consigliamo di verificare la lista dei produttori italiani sul sito dell’ente, così da sapere chi può rilasciare la certificazione ed in più verificare tramite un'altra lista, quei produttori con certificazioni scadute o addirittura inesistenti. Sui sacchetti di pellet viene riportata una sigla presente sotto il logo En Plus che individua il produttore o insacchettatrice del pellet alta qualità. Se tale sigla è presente sul portale con “certificato in corso di validità” il vostro pellet risponde alla caratteristiche indicate. Con quel pellet troverete il dovuto compromesso fra qualità, ceneri, umidità residua eccetera.

Alcuni clienti lamentano un consumo eccessivo della stufa a pellet. Ma facciamo presente che molto spesso è necessario effettuare le dovute verifiche, ad esempio il dimensionamento della macchina in base ai volumi da riscaldare e alla qualità del pellet, in quanto una tipologia con resa calorica bassa tende a consumare molto di più di un pellet con una resa calorica più efficiente. Vi ricordiamo anche che se il livello del pellet di qualità prezzo è troppo vantaggioso, molto probabilmente non sarà un buon affare! La filiera della certificazione e della produzione del pellet alta qualità è molto costosa. 

COME SI RICONOSCE UN BUON PELLET DA UNO SCARSO?

A colpo d’occhio sul mercato è possibile rendersi conto quantomeno dei prodotti di scarsissima qualità, ma per individuare il meglio, invece, abbiamo qualche difficoltà in più e abbiamo bisogni di alcune accortezze nella scelta. 

I produttori di pellet non possono vendere il pellet in confezioni anonime: la provenienza deve essere sempre indicata (vale per qualsiasi prodotto sul mercato), così come la composizione. La vendita del prodotto sfuso è, infatti, assolutamente vietata. I fattori più importanti da tenere in considerazione sono la quantità di segatura nel sacchetto e la presenza di ceneri nella composizione.

La segatura nel sacchetto è indice di bassa qualità: un pellet che si sfalda troppo è stato prodotto con uno standard più basso, e dunque renderà meno una volta bruciato. Le ceneri, invece, vanno tenute in considerazione per la pulizia della stufa: più ceneri ci sono, più polveri verranno prodotte e dunque più spesso sarà necessario mettere mano ai cassetti di contenimento delle nostre stufe a pellet.

A SECONDA DELLA PRESENZA DI CENERI, IL PELLET PUÒ APPARTENERE ALLA:

  • Classe A1: è il pellet di qualità migliore. La percentuale di ceneri si aggira massimo attorno allo 0,7%,
  • Classe A2: è pellet di qualità media, con una percentuale di ceneri attorno all'1,5%,
  • Classe B: è il pellet di qualità più basso, non deputato all’uso domestico. La percentuale massima di ceneri è del 3,5%, dello standard ENPlus.

Le tre classi si distinguono anche per il tipo di legname ammesso nella loro produzione (solo tronchi per l’A1, tronchi e alberi senza radici per l’A2, legname di foresta per la B). In nessun caso è presente del legname trattato chimicamente: questo è molto importante perché, nel caso in cui ci si imbattesse in pellet che presenta scarti di legno verniciato o incollato, è sconsigliato l’acquisto, senza pensarci due volte.

Scritto da Gruppo San Marco

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