Apertura stagionale della piscina: il trattamento d’urto con il cloro choc

Apertura stagionale della piscina: il trattamento d’urto con il cloro choc

Quando iniziare il trattamento dell’acqua della piscina fuori terra o interrata e quali prodotti chimici utilizzare?


Il momento migliore per riattivare la piscina dopo l’inverno è decisamente Marzo-Aprile, mesi in cui è opportuno dedicarsi all’apertura della piscina interrata o fuori terra per prepararla alla stagione estiva. È consigliabile sfruttare i primi giorni primaverili, appunto fine marzo oppure aprile, e non aspettate giornate troppo calde.

In commercio esistono diversi prodotti chimici per preparare l’acqua per i bagnanti e nello specifico, in questo articolo, vedremo il primo step dei trattamenti specifici da eseguire: l’utilizzo del cloro, un elemento fondamentale per la manutenzione dell’acqua della piscina, nonché la base per un corretto trattamento dell’acqua.

Una breve premessa: il cloro un elemento chimico altamente igienizzante, che può avere efficacia solo con determinati valore del pH (tra 7,2 e 7,6) e la cui concentrazione nell’acqua deve essere compresa tra 1 e 2 ppm. Per avere questi valori vi consigliamo di rifornirvi di un pool tester.

Primo step: Clorazione d’urto con il dicloro o cloro choc

Per arrivare preparati alla stagione estiva a avere una piscina pulita e sana con acqua cristallina e niente cattivi odori bisogna cominciare con un trattamento d’urto. Questa fase di trattamento iniziale implica l’utilizzo di un prodotto chimico chiamato cloro choc o dicloro al 56%.

Il cloro granulare o dicloro è il prodotto chimico consigliato per il trattamento di clorazione che deve essere effettuato in fase di apertura della piscina ema può anche essere ripetuto in particolari casi di necessità, sempre basandosi sui risultati dei test di controllo con il pool tester. La forza della sua azione sterilizza ogni componente della piscina, eliminando tutte le impurità, i microorganismi che possono essere sopravvissuti all’azione del sistema di filtrazione o dei pulitori automatici.

Il dicloro si presenta sotto forma granulare e contiene il 56% di cloro, agisce in maniera ultra veloce, per questo è denominato anche “cloro rapido”, contrariamente al trattamento successivo, o di mantenimento, definito il cloro lento o tricloro.

Come utilizzare il dicloro nel modo corretto?

È importante sapere che il cloro shock è altamente corrosivo pertanto vanno prese le dovute precauzioni per il suo utilizzo. A tal proposito abbiamo sentito il parere di Marco Giuri, esperto piscine della San Marco:

“Per un corretto utilizzo del cloro choc San Marco, consigliamo di diluirlo prima all’interno di una bacinella e solo in seguito versarlo in vasca con la valvola selettrice del filtro a sabbia in modalità ricircolo e non in filtrazione. In questo modo verrà distribuito nella maniera corretta. È un trattamento da effettuare preferibilmente di sera, quando non vi sono bagnanti, lasciando il gruppo filtrante in modalità ricircolo per tutta la notte. È consigliabile, quindi, lasciarlo agire dalle 6 alle 8 ore”.

Una volta effettuato questo trattamento si passerà alla fase successiva che comprende la regolazione del ph, congiuntamente all’utilizzo delle pastiglie multi funzione, fase che assolve il fabbisogno completo della piscina. In caso di necessità, in alta stagione, il cliente potrà utilizzare ulteriori prodotti chimici quali antialghe o flocculante.

Le differenze di utilizzo tra dicloro e tricoloro

Cerchiamo di comprendere quando utilizzare il dicloro e il tricloro, definiti anche cloro choc e cloro lento. Come abbiamo detto il primo viene utilizzato nella prima fase di riapertura della piscina; una volta effettuato questo trattamento d’urto, quindi quando la piscina è stata disinfettata in maniera totale, è consigliabile utilizzare il tricloro o cloro lento, prodotto che invece rilascia gradualmente il cloro in acqua. Proprio per questa sua caratteristica agente più lenta, il tricloro dovrà essere utilizzato nella successiva fase di mantenimento.

Altra differenza: il dicloro viene utilizzato in formato granulare, mentre il tricloro viene utilizzato in pastiglie. A questo proposito è consigliabile non gettare le pastiglie direttamente nello skimmer, ma utilizzare sempre un dosatore galleggiante: in questo modo la disinfezione della piscina sarà decisamente migliore in quanto il rilascio del prodotto chimico avviene in maniera costante mentre se le pastiglie vengono lasciate all’interno del cestello dello skimmer la loro azione avverrà solo quando il kit di filtrazione verrà messo in moto ed oltretutto la clorazione sarà comunque parziale in quanto il prodotto chimico si disperderà parzialmente nell’elemento filtrante.

Quanto cloro mettere in piscina?

Una domanda che in molti si fanno ad apertura della stagione riguarda il dosaggio del dicloro. Il cloro choc San Marco come trattamento d’urto ha bisogno di 150 gr per ogni 10 m3 d’acqua. Il cliente dovrà quindi calcolare la volumetria dell’acqua della sua piscina per sapere quanto utilizzarne.

Nel seguente video Marco Giuri ci spiega come usare cloro lento e cloro choc! Buona visione e buon bagno a tutti!

 

Scritto da Gruppo San Marco

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