APERTURA STAGIONALE DELLA PISCINA: IL TRATTAMENTO D’URTO CON IL CLORO CHOC

Il momento migliore per iniziare i primi interventi di manutenzione della piscina dopo l’inverno è decisamente la primavera, periodo in cui è opportuno dedicarsi all’apertura della piscina interrata o fuori terra e prepararla alla stagione estiva. 

In commercio esistono diversi prodotti chimici per la disinfezione della piscina. In questo articolo vedremo il trattamento iniziale dell’acqua della piscina da eseguire: l’utilizzo del cloro, fondamentale per la manutenzione della piscina, nonché la base per un corretto trattamento dell’acqua.

Una breve premessa: il cloro è un elemento chimico altamente igienizzante, che può avere efficacia solo con determinati valori del pH (tra 7,2 e 7,6) e la cui concentrazione nell’acqua deve essere compresa tra 1 e 2 ppm. Per avere questi valori vi consigliamo di rifornirvi di un pool tester.

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Trattamento shock piscina inizio stagione

Per avere una piscina pulita e igienizzata con acqua cristallina e senza cattivi odori, bisogna cominciare con un trattamento d’urto. Il primo trattamento dell’acqua della piscina implica l’utilizzo di un prodotto chimico chiamato cloro shock (o dicloro al 56%).

Il cloro granulare o dicloro è consigliato per il trattamento iniziale di clorazione, che deve essere effettuato in fase di apertura della piscina, e ripetuto in casi di necessità, sempre basandosi sui risultati dei test di controllo con il pool tester. La forza della sua azione sterilizza ogni componente della piscina, eliminando tutte le impurità e i microorganismi che possono essere sopravvissuti all’azione del sistema di filtrazione o dei robot piscina.

Il dicloro si presenta sotto forma granulare e contiene il 56% di cloro, agisce in maniera ultra veloce, per questo motivo è denominato anche “cloro rapido”, contrariamente al trattamento successivo e di mantenimento, definito invece cloro lento o tricloro.

Acqua piscina torbida dopo clorazione shock?

A volte, alla fine del trattamento cloro shock, può succedere che l'acqua della piscina sia ancora verde. Questo fenomeno avviene perché alcune particelle piccolissime sospese in acqua non sono trattenute dal sistema di filtrazione. 

Quanto tempo aspettare per fare il bagno dopo la clorazione shock

È importante sapere che la clorazione shock per piscina è altamente corrosiva, pertanto vanno prese le dovute precauzioni per il suo utilizzo. A tal proposito abbiamo sentito il parere di Marco Giuri, esperto piscine della San Marco:

“Per un corretto utilizzo del cloro shock San Marco, consigliamo di diluirlo prima all’interno di una bacinella e solo in seguito versarlo in vasca con la valvola selettrice del filtro a sabbia in modalità ricircolo e non in filtrazione. In questo modo verrà distribuito nella maniera corretta. È un trattamento da effettuare preferibilmente di sera, quando non vi sono bagnanti, lasciando il gruppo filtrante in modalità ricircolo per tutta la notte. È consigliabile, quindi, lasciarlo agire dalle 6 alle 8 ore”.

Una volta effettuato questo trattamento si passerà alla fase successiva che comprende la regolazione del pH, congiuntamente all’utilizzo delle pastiglie multifunzione, fase che assolve il fabbisogno completo della piscina. In caso di necessità, in alta stagione, il cliente potrà utilizzare ulteriori prodotti chimici, come antialghe o flocculante.

Differenze tra dicloro e tricloro

Cerchiamo di comprendere quando utilizzare il dicloro e il tricloro, definiti anche cloro shock e cloro lento. Come abbiamo detto il primo viene utilizzato nella prima fase di riapertura della piscina. Una volta effettuato questo trattamento d’urto, quindi quando la piscina è stata disinfettata in maniera totale, è consigliabile utilizzare il tricloro, prodotto che invece rilascia gradualmente il cloro in acqua. 

Un’altra differenza consiste nel fatto che il dicloro viene utilizzato in formato granulare, mentre il tricloro viene utilizzato in pastiglie. A questo proposito è consigliabile non gettare le pastiglie direttamente nello skimmer, ma utilizzare sempre un dosatore galleggiante: in questo modo la disinfezione della piscina sarà decisamente migliore, in quanto il rilascio del prodotto chimico avviene in maniera costante, mentre se le pastiglie vengono lasciate all’interno del cestello dello skimmer la loro azione avverrà solo quando il kit di filtrazione verrà messo in moto. Oltretutto la clorazione sarà comunque parziale, in quanto il prodotto chimico si disperderà parzialmente nell’elemento filtrante.

Clorazione shock: dosi

Una domanda che in molti si fanno ad apertura della stagione riguarda il dosaggio del dicloro. Il cloro choc per piscina San Marco come trattamento d’urto ha bisogno di 150 gr per ogni 10 m3 d’acqua. Si dovrà quindi calcolare la volumetria dell’acqua della sua piscina per sapere quanto utilizzarne.

Nel seguente video Marco Giuri ci spiega come usare cloro lento e cloro shock! Buona visione e buon bagno a tutti!

Scritto da Gruppo San Marco

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